La nostra storia è cominciata nel lontano maggio 1985 quando sette -
otto amici, che frequentavano le lezioni di musica in preparazione della costituzione della Banda S. Giovanni Bosco, pensarono di
unire allo studio della musica quello del canto; decisero perciò di dare il via ad un corso di solfeggio cantato e di teoria musicale,
aiutati in questo dal maestro Pierangelo Boccaccini.
Più il tempo passava più il proposito li appassionava, tanto da far nascere in loro il desiderio di costituire un coro col quale poter
esprimere tutte le loro potenzialità.
Chiaramente il gruppo era esiguo e cominciò pertanto la ricerca di eventuali interessati: occorreva infatti che il numero dei cantori
fosse tale da garantire un minimo di coralità. La ricerca diede buoni frutti: nella primavera dell'anno successivo, grazie ad amici e
parenti che si erano uniti ai fondatori, i componenti divennero una ventina.
Le numerose prove, potremmo dire infinite, cui il novello coro si dedicava con passione ed entusiasmo, fecero conseguire buoni risultati
particolarmente in polifonia sacra.
La svolta o per meglio dire l'uscita in pubblico avvenne con l'invito ufficiale di padre Antonio Stacchini, il guardiano del convento dei cappuccini
di Comacchio, a prendere parte alla solenne liturgia in onore della Madonna in occasione della tradizionale Festa della Pasqua delle luci
che si celebra ogni anno nel santuario mariano il lunedì di Pentecoste. La Festa delle luci segnò il debutto ufficiale della
Corale S. Giovanni Bosco, così era stato deciso di chiamare il coro: era il 19 maggio 1986.
Da quel giorno il legame con padre Antonio si fece sempre più stretto, tanto che il coro cominciò a tenere le prove presso
la chiesa; e questo, tranne una breve parentesi di ospitalità nel complesso dell'ex Azienda Valli, durò fino al 1995.
E' facile intuire che la Corale S. Giovanni Bosco manifestava anche nel nome il proprio legame alla Banda musicale don Bosco, nata sotto la
spinta instancabile dell'amico salesiano don Gianni Caimi. A don Caimi si deve anche la costituzione ufficiale della Corale, avvenuta con atto
rogato dal notaio Ferrante Tura nel 1985; atto che accoglie anche il primo statuto dell'organismo che ebbe nell'amico sacerdote il suo primo
presidente.
Col passare del tempo, con l'acquisizione di una non trascurabile professionalità, con l'ingresso di nuovi coristi, col mutare dei gusti
del pubblico la Corale aggiunse via via al tradizionale repertorio sacro un bagaglio popolare che, iniziato col canto Fa la nana del maestro
Giorgio Vacchi, ha finito col costituirne la prevalenza. L'ultima uscita di un certo prestigio con un programma di canti sacri è avvenuta
con la partecipazione alla S. messa della notte di Natale del 1991 nella cattedrale di Ferrara.
Diversi sono i successi mietuti negli anni e i legami intessuti con altre realtà canore. Nel 1992, grazie all'attenzione del senatore ferrarese
Mario Roffi, unitamente alle corali Luzzasco Luzzaschi (femminile) di Ferrara, diretta dal maestro Giordano Tunioli, e Giuseppe Verdi (maschile)
di Argenta, diretta dal maestro Andrea Bandi, partecipa alla fondazione del Coro del melodramma italiano, allo scopo di programmare occasioni
di incontro per presentare assieme le pagine più belle e più celebri del Bel canto italiano. Una breve esperienza, questa del
Coro del melodramma italiano, che ha ampliato le conoscenze musicali dei tre sodalizi che, uniti, si sono esibiti con accompagnamenti orchestrali
in vari Comuni del Ferrarese.
L'avvicinamento al Bel canto ha portato la Don Bosco ad impegnarsi nella organizzazione della stagione lirica comacchiese In Opera: una serie
di appuntamenti ben riusciti nel corso dei quali sono state rappresentate celebri opere liriche tra le quali La Boheme, Il Rigoletto, Al Cavallino
Bianco, La Serva Padrona. Senza dimenticare il ritorno al sacro con lo Stabat Mater di Pergolesi. E' stata un'esperienza molto faticosa ma molto
appagante, che ha fatto compiere al coro un giro di 360 gradi intorno al pianeta musica.
Nel 1995, al compimento del primo decennale di fondazione, la Corale ha festeggiato l'evento orga nizzando una serata presso il teatro
parrocchiale di Porto Garibaldi, alla quale ha invitato tutti i coristi che nel decennio avevano dato il proprio contributo alla sua crescita.
La magistrale esibizione degli amici dello Stelutis di Bologna, diretto da Giorgio Vacchi, ha concluso degnamente i festeggiamenti.
La ricorrenza è stata anche l'occasione per dare alle stampe un libretto celebrativo nelle cui pagine è stata riassunta
la storia: dai primi timidi passi agli ultimi successi.
Il compimento dei dieci anni di vita ha segnato un'ulteriore svolta nel sodalizio, motivata dal desiderio di stringere un rapporto più
forte con la propria terra, cantandone le sue bellezze nella lingua originale. Un desiderio appagato con lo studio di una ricca documentazione
originale e con l'aiuto del poeta dialettale comacchiese Franco Luciani. Nel nuovo repertorio sono state inserite numerose cante in dialetto
che raccontano il passato e il presente della nostra piccola patria locale. Particolare significativo è che le musiche e le armonizzazioni
sono tutte composte dal Coro, grazie alla sensibilità musicale di un comacchiese "doc": il maestro Pierangelo Boccaccini.
Nonostante la difficoltà e la "durezza" del dialetto comacchiese, il risultato ottenuto è più che apprezzabile,
tanto che il giudizio del pubblico di altre regioni è stato alquanto incoraggiante, nonostante la difficile comprensione della lingua
comacchiese. Il gradimento ha avuto confortante testimonianza nella pubblicazione di due canti in vernacolo nella rivista Farcoro della
Feniarco (Federazione Nazionale dei Cori Italiani).
L'anno 2000 è stato particolarmente importante nella vita del Coro; un anno di lusinghieri successi e anche di un triste avvenimento.
Tra i successi ricordiamo la registrazione del primo album che raccoglie i canti più belli e l'apprezzamento pubblico rivolto in occasione
della conferenza - dibattito presieduta dal presidente dell'A. E. R. CO. (Associazione Emiliano Romagnola Cori) Pier Paolo Scattolin nella sala
polivalente di Palazzo Bellini in occasione della locale Sagra dell'Anguilla. La gioia è stata purtroppo turbata dalla tragica scomparsa
di Roberto Boccaccini che ha riacutizzato la ferita apertasi con la perdita di Marco Piccoli nel 1987.
Il Duemila è stato anche l'anno in cui la vecchia denominazione Corale Don Bosco ha lasciato il posto alla nuova: Coro Trepponti.
Un nome che rafforza il legame con la città dove il coro è nato, dove vive e opera, un nome che connota ancor più
le proprie origini.
Quest'anno il Trepponti compie vent'anni. Un arco di tempo assai lungo nel quale sono state eseguite oltre 200 esibizioni: ventitrè,
il maggior numero, sono avvenute nel 1989; soltanto sei, il minor numero, nel 1993; numerose le presenze in parecchi centri del nord Italia,
di particolare rilevanza la partecipazione ai concorsi nazionali per cori di Ivrea nel 1991 e di Saint Vincent nel 1999; significative anche le
varie apparizioni televisive, in RAI e a MEDIASET: la prima in diretta a Roma a Uno Mattina, nel maggio 1994; sono seguite con interventi
sempre in diretta le partecipazioni a Linea Verde nel 1994 e nel 2000 e a La Domenica del Villaggio nel 2004.
E' doveroso sottolineare che non poche sono state le esibizioni a scopo benefico e di solidarietà, con la partecipazione a manifestazioni su
invito o promosse autonomamente, ad esempio in varie case di riposo, per portare un pò di sollievo e allegria a chi ne ha veramente bisogno.
Per un'associazione culturale fondata sul volontariato è un traguardo invidiabile arrivare a festeggiare vent'anni di attività
ininterrotta. Questa possibilità è stata possibile grazie all'ingresso nel gruppo di un buon numero di nuovi iscritti nel 2003:
una fortuna che ha permesso al sodalizio di continuare e di sperare in un futuro meno incerto, considerato il crescente calo delle "vocazioni"
in campo musicale.
Il traguardo che il Coro Trepponti si augura è quello di arrivare alla stampa del libretto che celebri il ...entennale.
|
|